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  • Serenità

    Alla serenità
    nulla contribuisce meno della ricchezza
    e nulla più della salute

    – Arthur Schopenhauer

IL SIGNIFICATO DI OLISTICAMENTE

OLISTICO

L’olismo (dal grecoόλος,olos,cioè “la totalità”)è una posizione teorica basata sull’idea che le proprietà di un sistema non possono essere spiegate esclusivamente tramite le sue componenti. Dal punto di vista “olistico”,la sommatoria funzionale delle parti è sempre maggiore/differente della somma delle prestazioni delle parti prese singolarmente.

Un tipico esempio di struttura olistica è l’organismo biologico: un essere vivente,in quanto tale,va considerato sempre come un’unità-totalità non esprimibile con l’insieme delle parti che lo costituiscono.

La maggior parte degli scienziati e filosofi concordano che i concetti dell’olismo siano poco significativi nel campo biomedico e scientifico. Altri li giudicano addirittura come non corretti o come pseudoscienza. Alcune forme,comunque,come l’olismo epistemologico e confermativo,sono le correnti principali della filosofia contemporanea.

Secondo la teoria olistica un sistema non può essere conosciuto come somma lineare delle parti che lo compongono. Riferendoci per esempio al campo medico,in cui questa parola viene largamente usata(e non sempre con serietà scientifica),si parla di olismo quando si contrappone la cura del paziente alla cura della malattia: un organismo,nel paradigma olistico,è un sistema che non si può ridurre alla meccanica dei diversi elementi che ne fanno parte.

I fronti di sviluppo di questo paradigma sono tanti(dalla medicina,alla psicologia,alla fisica,alla filosofia tout-court)e tendono a scardinare quella concezione cumulativa della conoscenza che di solito(spesso inconsapevolmente)adottiamo. Si tratta certo di una prospettiva complessa: in che consiste quella cifra di “di più” o di “diverso” che ha il tutto rispetto alla somma delle parti? Dove va ricercata?

Forse l’olismo è uno dei regni irriducibili di quell’intuito,di quell’elaborazione sottile che ci fa percepire la differenza fra delle macchie di colore e il 3 maggio 1808 di Goya,che segnano la diversità fra una successione di suoni e la quarta sinfonia di Brahms o per cui una battuta spiegata non fa più ridere nessuno.

MENTE

Etimologia: ← dal lat. mĕnte(m),da una radice *men- indicante in generale l’attività del pensiero.

  • L’insieme delle facoltà intellettive che permettono all’uomo di conoscere la realtà,di pensare e di giudicare(spesso in contrapposizione a corpo o a cuore): affaticare,riposare la mente; mente sana in corpo sano;ragionare con la mente e non col cuore uscire di mente,perdere la ragione,uscire di senno malato di mente,chi presenta alterazioni delle facoltà mentali.
  • La sede in cui l’attività del pensiero ha luogo;testa,capo: che cosa ti salta in mente?;non mi passa neppure per la mente,non ci penso affatto.
  • Particolare attitudine,inclinazione mentale: avere una mente riflessiva,speculativa,calcolatrice.
  • Intelligenza,capacità intellettiva: mente acuta,ottusa;ristrettezza di mente.
  • Il pensiero,l’attenzione: essere altrove con la mente;applicare la mente a qualcosa,rivolgerle l’attenzione volontà,proposito,intenzione: avere in mente una cosa,avere intenzione di farla;mettersi,ficcarsi in mente di fare qualcosa,ostinarsi nel volerla fare;levarsi qualcosa dalla mente,dissuadersi da un proposito.
  • Memoria: un ricordo vivo nella mente;tornare alla mente,in mente,di cosa che si era dimenticata;mi è uscito,passato,scappato di mente,me ne sono dimenticato.
  • Il complesso delle idee,delle cognizioni di una persona;anche,la persona stessa fornita di determinate qualità: educare la mente;le più belle menti del mondo;è una mente geniale,bislacca,il braccio e la mente,chi esegue materialmente un’impresa e chi la organizza e dirige.

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